Teocrito

Nel corpus Theocriteum, che ci è giunto all’intero di un più ampio corpus Bucolicorum, si possono cogliere tre linee di diversificazione letteraria, che naturalmente corrispondono più a tendenze che a veri e propri “generi” in senso stretto: l’“epillio” o idillio epico di impronta omerica in ionico, il mimo urbano e l’idillio bucolico. Tranne gli ultimi idilli “eolici”, tutti i componimenti teocritei sono in esametri.

Idilli. Esametri; dorico.
I. Tirsi (idillio bucolico in forma dialogica). Dialogo fra Tirsi e un capraio.
——27-60. La coppa.
——64-145. La storia di Dafni.
II: Incantatrici (mimo urbano in forma di monologo). Per altri mimi vd. 15, 21 (ps.-Theocr.), 14.
III: Capraio (idillio bucolico in forma di monologo).
IV: Pastori (idillio bucolico).
V: Viandanti (idillio bucolico). Dialogo/agone: Comata, capraio, lancia l’agone contro Lacone, più giovane e alla fine perdente nel confronto con Comata. È nominato poi come giudice del loro agone Morsone, che in ogni caso non pronuncia alcuna parola.
VI: Bucoliasti (idillio bucolico inquadrato da una cornice autoriale e rivolto a un destinatario: cornice narrativa che apre e chiude un agone amichevole). Il componimento è dedicato ad Arato (cf. Theocr. 7.98 e 7.119). Dameta e il bovaro Dafni sono i protagonisti. Dafni lancia la sfida. Lo scambio, come mostra il suo primo discorso, riguarda l’amore di Polifemo (δυσέρωτα τὸν αἰπόλον, 7) per Galatea. Nel canto di Dafni, nel quale ci si rivolge a Polifemo in seconda persona, Galatea fa tutto ciò che è in suo potere per attirare l’attenzione del Ciclope, che però non sembra accorgersi di lei. Nel canto di Dameta è il Ciclope stesso a rispondere in prima persona: egli si è accorto perfettamente di quel che fa Galatea ma la sua strategia è quella di fare il ‘difficile’. Una breve sezione narrativa conclude la contesa senza vincitore e in perfetta armonia.
VII: Licida Talisie (idillio bucolico). Cornice narrativa in prima persona (è Simichida a parlare) che apre (1-51) e chiude (128-57) un agone amichevole fra Licida (52-95) e Simichida (96-127). I personaggi sono Simichida (il narratore), Alente e Aminta, da una parte, e Licida di Cidonia, dall’altra.
X (idillio bucolico).
XI: Ciclope (idillio bucolico; variazione di Id. 6: introduzione autoriale e address (1-18), seguiti dal canto del Ciclope che molto ha in comune con il ‘mimo’ di Id. 3).
XII.
XIII: Ila (epillio/idillio epico: esempio mitologico presentato a un destinatario).
XIV: Eschine e Tionico (mimo urbano).
XV: Siracusane (mimo urbano).
XVI: Grazie (idillio epico).
XVII: Encomio di Tolemeo Filadelfo (idillio epico).
XVIII.
XXII: Dioscuri (epillio/idillio epico).
XXIV: Eraclisco (epillio/idillio epico).
XXVI: Baccanti (epillio/idillio epico).
XXVIII–XXX. Canti “eolici”.

Epigrammi.


Il resto del corpus Bucolicorum:

Mosco di Siracusa (II sec. a.C.), Europa.
Bione di Smirne (II sec. a.C.), Epitafio di Adone.
I carmina figurata.


Idillio 11.1-24

Οὐδὲν πὸτ τὸν ἔρωτα πεφύκει φάρμακον ἄλλο,
Νικία, οὔτ’ ἔγχριστον, ἐμὶν δοκεῖ, οὔτ’ ἐπίπαστον,
ἢ ταὶ Πιερίδες· κοῦφον δέ τι τοῦτο καὶ ἁδύ
γίνετ’ ἐπ’ ἀνθρώποις, εὑρεῖν δ’ οὐ ῥᾴδιόν ἐστι.
γινώσκειν δ’ οἶμαί τυ καλῶς ἰατρὸν ἐόντα                           5
καὶ ταῖς ἐννέα δὴ πεφιλημένον ἔξοχα Μοίσαις.
οὕτω γοῦν ῥάιστα διᾶγ’ ὁ Κύκλωψ ὁ παρ’ ἁμῖν,
ὡρχαῖος Πολύφαμος, ὅκ’ ἤρατο τᾶς Γαλατείας,
ἄρτι γενειάσδων περὶ τὸ στόμα τὼς κροτάφως τε.
ἤρατο δ’ οὐ μάλοις οὐδὲ ῥόδῳ οὐδὲ κικίννοις,                    10
ἀλλ’ ὀρθαῖς μανίαις, ἁγεῖτο δὲ πάντα πάρεργα.
πολλάκι ταὶ ὄιες ποτὶ τωὔλιον αὐταὶ ἀπῆνθον
χλωρᾶς ἐκ βοτάνας· ὃ δὲ τὰν Γαλάτειαν ἀείδων
αὐτὸς ἐπ’ ἀιόνος κατετάκετο φυκιοέσσας
ἐξ ἀοῦς, ἔχθιστον ἔχων ὑποκάρδιον ἕλκος,                          15
Κύπριδος ἐκ μεγάλας τό οἱ ἥπατι πᾶξε βέλεμνον.
ἀλλὰ τὸ φάρμακον εὗρε, καθεζόμενος δ’ ἐπὶ πέτρας
ὑψηλᾶς ἐς πόντον ὁρῶν ἄειδε τοιαῦτα·
“Ὦ λευκὰ Γαλάτεια, τί τὸν φιλέοντ’ ἀποβάλλῃ,
λευκοτέρα πακτᾶς ποτιδεῖν, ἁπαλωτέρα ἀρνός,                 20
μόσχω γαυροτέρα, φιαρωτέρα ὄμφακος ὠμᾶς;
φοιτῇς δ’ αὖθ’ οὕτως ὅκκα γλυκὺς ὕπνος ἔχῃ με,
οἴχῃ δ’ εὐθὺς ἰοῖσ’ ὅκκα γλυκὺς ὕπνος ἀνῇ με,
φεύγεις δ’ ὥσπερ ὄις πολιὸν λύκον ἀθρήσασα;”

1. πὸτ (ποτί) = πρός, forma dorica.
5τυ = σε, forma dorica.
7. διᾶγ(ε) = διῆγε, forma dorica.
8. ὡρχαῖος = ὁ ἀρχαῖος, crasi.
ὅκ(α) = ὅτε, forma dorica.
9. γενειάσδων = γενειάζων, forma dorica.
τὼς κροτάφως = τοὺς κροτάφους, forma dorica.
12. ταὶ = αἱ, forma dorica.
21. μόσχω = μόσχου, forma dorica.