III. L’epica ciclica e l’Omero ‘minore’

L’epica ciclica

Il ciclo tebano. I poemi omerici sembrano farvi riferimento in più occasioni.

Il ciclo troiano. Se dovessimo disporre i poemi del ciclo troiano in ordine cronologico avremmo:

  • Canti cipri
  • Iliade
  • Etiopide
  • Piccola Iliade
  • Distruzione di Ilio
  • Ritorni
  • Odissea
  • Telegonia

Inoltre vanno almeno ricordati:

  • Eumelo di Corinto (VIII-VII sec. a.C.), autore di un poema sulla sua città (Κορινθιακά) e di una Titanomachia.
  • Pisandro di Camiro (VII sec. a.C.), autore di un’Eracleide (in due libri).
  • Aristea di Proconneso (VII sec. a.C.?), autore degli Arimaspea.
  • Epimenide di Creta (VII-VI sec. a.C.).

 


Gli Inni omerici 

Un corpus di 33 inni (noti anche come προοίμια, “proemi”) in esametri e nella lingua dell’epica.

La struttura tipica di questi componimenti prevede un esordio, una parte narrativa e un congedo. In alcuni casi la parte narrativa può arrivare ad alcune centinaia di versi; si tratta di un gruppo di pochi inni ‘maggiori’: A Demetra (2), Ad Apollo (3), A Hermes (4), Ad Afrodite (5).

Si tratta di testi che potevano essere anteposti o posposti alle rapsodie epiche vere e proprie. Talvolta si può pensare a un contesto piuttosto definito: nel caso dell’ Inno omerico ad Apollo, il fatto che esso si articoli in una parte delia (1-178) e in una pitica (179-546) può forse riflettere l’istituzione delle feste delio-pitiche a Delo per volontà del tiranno Policrate di Samo (523 a.C.). Una fonte antica informa che l’Inno omerico ad Apollo attribuito ad Omero sarebbe opera del rapsodo Cineto di Chio. Forse il fatto l’autore dell’inno si presenti come “il cieco di Chio” può rappresentare la rivendicazione della sua appartenenza alla scuola degli Omeridi di Chio.

La loro autenticità doveva apparire sospetta agli studiosi antichi. Ciò non ha impedito che essi potessero avere una certa fortuna, soprattutto in età ellenistica. Lo mostrano chiaramente Callimaco e Teocrito e almeno Ovidio in ambito romano.

“Si potrebbe dire che l’inno sta all’epica maggiore come il dramma satiresco sta alla tragedia: come πάρεργον, a volte molto felice, ma con meno ‘dignità letteraria’. Entrambi si accompagnavano al genere maggiore, premessi o posposti alle sue esecuzioni” (Cantilena 1993).

Batracomiomachia (esametri; lingua dell’epica)

Un poemetto (poco oltre trecento versi) di natura parodica che adotta lo stile omerico ‘alto’ in riferimento a un tema molto modesto.

Margite (esametri irregolarmente alternati a trimetri giambici).

Si tratta di un’epica buffa il cui protagonista è lo sciocco che fa tutto a rovescio. Secondo Aristotele il Margite era un precursore della commedia.


Letture consigliate

Etiopide, Argumentum.

Inno omerico ad Apollo (3) 146-176.

Inno omerico ad Afrodite (5) 1-52, 191-258.

Inno omerico ad Eracle (15).