IX. L’oratoria

L’oratoria

Una prima distinzione è quella che oppone i generi ‘agonistici’ (l’oratoria giudiziaria e quella simbuleutica o deliberativa) al genere non ‘agonistico’ dell’oratoria epidittica.

L’oratoria di V secolo è per noi quasi del tutto perduta. Il genere giudiziario è rappresentato da alcuni discorsi di Antifonte e dalla Difesa di Palamede di Gorgia; il genere epidittico dall’Encomio di Elena di Gorgia (e forse a due ‘discorsi’ del Corpus Hippocraticum, ovvero l’Arte della medicina e i Venti). Il genere deliberativo è per noi rappresentato, anche se in modo piuttosto difficile da valutare, dai discorsi riportati da Tucidide.

Per i discorsi del Corpus Hippocraticum citati vd. Littré, VI, 2-26 e 90-115.


Lisia (ca. 450-380)

 

Meteco, figlio del Cefalo a casa del quale Platone ambienta la Repubblica.

Corpus
di 34 orazioni, della quale sicuramente autentica è solo la 12, Contro Eratostene, uno dei Trenta (riferita al periodo 411-403), poiché pronunciata da Lisia stesso.

Genere epidittico: l’Epitafio, l’Olimpiaco.

Genere deliberativo: orazione 34 (incompleta, tramandata da Dionigi d’Alicarnasso).

Genere giudiziario: Per l’uccisione di Eratostene (1).

Maestro del genere giudiziario, era noto per la sua capacità di creare caratteri (ἠθοποιία) e per lo stile piano, contraddistinto da chiarezza (σαφήνεια), credibilità (πιθανότης) e concisione (συντομία).

Struttura di un’orazione giudiziaria lisiaca:

  • Exordium
  • Propositio e partitio
  • Narratio
  • Argumentatio – refutatio
  • Conclusioperoratio

Isocrate (436-338)

Intorno al 390 fonda una celebre scuola di retorica che per metodi e obiettivi si distingue dall’Accademia platonica e, più tardi, dal Liceo di Aristotele.

Corpus di 21 orazioni e di 9 lettere. Il corpus si articola sostanzialmente in due gruppi, che riflettono momenti distinti della carriera di Isocrate. Il primo gruppo è quello degli scritti logografici (Orazioni 16-21, risalenti agli anni 403–393), il secondo quello dei discorsi epidittici su vari argomenti (Orazioni 1-15), composti a partire dal 390 circa in poi.

Genere epidittico: Contro i sofisti (Or. 13, ca. 390), Elogio di Elena (Or. 10, ca. 370), Busiride, Panegirico (Or. 4, ca. 380): il tema del panellenismo, Evagora (370?-365?): l’encomio in prosa, Plataico (post 373, anno della seconda distruzione di Platea): caratteristiche formali del genere deliberativo, Areopagitico, Sulla pace, Antidosi (Or. 15, metà anni ’50): caratteristiche formali del genere giudiziario, Filippo (346): i temi del panellenismo sono travasati dal discorso d’apparato al protrettico in forma epistolare, Panatenaico (post 342).

Genere giudiziario: Sulla biga, Eginetico, Trapezitico.

Proposta di un sistema educativo che non sia ancorato a prospettive ‘ultime’ ma sia piuttosto in grado di declinare l’etica a un mondo di opinioni e situazioni estremamente variabile. La γραφικὴ λέξις (Aristot. Rhet. 1413b2ss.).


Demostene (384-322)

Corpus di 61 orazioni, 56 ‘proemi’ e 6 lettere.

Genere deliberativo (17 orazioni): Filippica I (351), Filippica II (344), Filippica III (341): orazione rielaborata e giunta in due redazioni, Filippica IV (abbozzo).

Genere giudiziario (42 orazioni): Sulla corona (337): scritta per Ctesifonte e contro Eschine.

Genere epidittico: Epitafio (338) per i caduti di Cheronea.