VI. La lirica monodica: giambo, elegia, lirica eolica

Il giambo

Dopo una possibile fase preletteraria legata al culto di Demetra e di Dioniso, il giambo si definisce come il metro e quindi il genere dell’attacco personale e osceno (ψόγος; cf. la ἰαμβικὴ ἰδέα di cui parla Aristotele). Dal punto di vista metrico sono identificati come giambici i componimenti di tipo giambico e trocaico (in particolare i tetrametri). La lingua è lo ionico epico con l’aggiunta di una componente fortemente espressiva legata alla sfera oscena o comunque ‘bassa’.


Archiloco di Paro (VII sec.)

Autore di testi in distici elegiaci, trimetri giambici, tetrametri trocaici ed epodi. In età ellenistica Archiloco diviene oggetto di culto nell’Archilocheion di Paro.

  • l’impegno a un tempo militare e poetico (fr. 1 W.)
  • l’invettiva contro Licambe, padre di Neobule, evocata in un celebre epodo dalla favola dell’aquila e della volpe (frr. 172-181 W.)
  • la poesia dei ruoli (Rollendichtung)
  • l’epodo di Colonia: il racconto di una seduzione (fr. 196a W.)
  • un nuovo frammento elegiaco di Archiloco? (POxy 4708)

Letture consigliate

frr. 1 (poeta e soldato), 2-3, 4 (bere sulla nave), 5 (l’abbandono dello scudo), 13, 19, 31, 101 (sette morti, cento assassini), 114 (lo στρατηγός da preferire), 128 (ritmo del vivere), 172-173, 174-176, 177, 178-181 (172-181: l’epodo contro Licambe con la favola dell’aquila e della volpe, cf. Aesop. Fab. 1 Perry), 185-187, 191, 196a West (epodo di Colonia: 3 ia || hemm | 2 ia).


Semonide di Amorgo (VII sec.)

  • la satira delle donne (118 trimetri giambici)

Letture consigliate

fr. 7 West (la satira delle donne)


Ipponatte di Efeso (VI sec.)

Autore di testi in trimetri giambici, tetrametri trocaici, epodi ed esametri.

  • l’invettiva contro Bupalo e Atenide
  • il ritratto ‘mimetico’ di un mondo degradato (realismo, eros, interesse gastronomico)
  • l’espressionismo linguistico (notevoli i prestiti lessicali dalle lingue non greche dell’Asia minore)
  • impiego del trimetro giambico scazonte
  • la dimensione parodica

Letture consigliate

frr. 3, 3a, 6 (il φαρμακός), 13 (bere dalla πελλίς), 16, 19 (l’ὀμφαλητόμος), 26 (il ghiotto), 26a, 32 (preghiera a Hermes), 34 (ancora su Hermes), 36 (Pluto), 39, 115 (primo epodo di Strasburgo: προπεμπτικόν a rovescio), 120-121 (pestare l’occhio a Bupalo), 128 West (parodia dell’Odissea).


L’elegia

Il metro è naturalmente il distico elegiaco e lo strumento che ne accompagna la recitazione è per lo più l’αὐλός. La lingua è quella dell’epica ionica, con limitati apporti locali. I contenuti sono diversificati: parenetici, politici, mitico-storici, oltre a spunti di riflessione sulla condizione umana. In genere destinata all’esecuzione simposiale, in qualche caso potrebbe essere stata eseguita anche in occasioni più ampie (ad esempio nel caso dell’elegia per Platea di Simonide).


Archiloco di Paro (VII sec.)

Callino di Efeso (prima metà del VII sec.)

Elegia parenetica, in una chiave che pone in primo piano l’eroismo individuale; riferimenti all’invasione dei Cimmeri e dei Treri in Asia Minore.


Tirteo di Sparta (seconda metà del VII sec.)

L’elegia parenetica (esortativa) nell’ambito del simposio ‘militare’, probabilmente non molto differente dal simposio consueto.

Può sembrare singolare che un poeta spartano come Tirteo abbia composto i suoi canti in dialetto ionico. Per alcuni studiosi si tratta di un tratto originario, dovuto alla matrice geografica del genere (West 1974: 77; Bowie 1986: 24); altri credono invece che le elegie tirtaiche fossero originariamente in dorico e che la patina ionica risalga a una fase successiva della tradizione (Gentili 2006: 140-41). Va tuttavia notato che alcune forme ioniche sono garantite dal metro (D’Alessio 2009: 122-3). Esse non possono perciò essere giustificate ricorrendo soltanto alla trasmissione.

Letture consigliate

frr. 10.1-14 (bellezza della morte in difesa della patria) e 12 West (la vera ἀρετή è la forza in battaglia; si tratta di uno ξυνὸν ἐσθλόν).


Mimnermo di Colofone (seconda metà del VII sec.)

  • la Smirneide, che comprendeva elegie sulla guerra fra gli Smirnei e i Lidi
  • piuttosto oscura la Nannó, che prende il titolo dalla donna a cui erano dedicate alcune elegie di argomento amoroso
  • alcune elegie di contenuto esistenziale (il tema della vecchiaia)

Letture consigliate

frr. 1 (lamentazione della vecchiaia) e 2 (il paragone con le foglie) West.


Solone di Atene (ca. 640-560 a.C.)

Sia il versante elegiaco sia quello giambico-trocaico della sua produzione sono dedicata all’attualità politica e all’impegno personale di Solone in un momento di grandi sfide economiche e sociali.

Letture consigliate

frr. 1-3 (elegia per Salamina), 4 (Eunomia), 13 (elegia alle Muse), 20.1-4 (risposta a Mimnermo: μεταποιεῖν).


Senofane di Colofone (ca. 565-470 a.C.)

Un rapsodo itinerante che attribuisce alla propria produzione poetica una forte impronta critica dal punto di vista etico e filosofico.

  • le elegie (fra cui la celebre elegia metasimposiale e l’attacco all’atletismo)
  • i Silli, in esametri misti a versi giambici; nuova espressione del seriocomico
  • il poema Sulla natura (esametri)

Letture consigliate

frr. 1 West (elegia metasimposiale), 18-19 Gentili-Prato (contro l’antropomorfismo delle divinità tradizionali).


Teognide di Megara (VI sec.)

Un corpus di elegie destinate al simposio. Particolarmente notevoli le ‘catene’ simposiali, con le quali appaiono susseguirsi testi sullo stesso argomento con riprese di elegie di altri autori e continue variazioni su un unico tema. Grande varietà tematica: l’amore, il vino, i contenuti politici e la critica sociale soprattutto dal punto di vista etico.

Letture consigliate

vv. 11-14 (inno ad Artemide), 19-38 (19-26: la σφρηγίς; 27-38: ἀγαθοί e κακοί), 213-226 (etica del polipo), 237-54.


La lirica eolica

Terpandro di Antissa (prima metà del VII sec.)

La tradizione gli attribuisce molte innovazioni musicali, fra cui l’invenzione della lira e del nomos citarodico.


Arione di Metimna (VII-VI sec.)

Figura quasi leggendaria, ad Arione è attribuito un ruolo importante nell’evoluzione del ditirambo. 


Saffo di Ereso (ca. 640-570 a.C.)

La sua opera è spesso iscritta dalla critica nell’ambito di un tiaso femminile. In questo contesto si possono collocare i frammenti dell’opera dedicati alle situazioni affettive (separazione) e alle istruzioni comportamentali (abbigliamento, stile, raffinatezza  [ἁβροσύνη]). Parte della sua produzione era probabilmente destinata a un pubblico più ampio del tiaso: lo suggeriscono gli epitalami (frr. 27, 30, 44, 103-117 Voigt).

Un aspetto non secondario della ricezione di Saffo: il λεσβιάζειν degli antichi e dei moderni.

Letture consigliate

frr. 1 (l’ode ad Afrodite), 2 (l’ostrakon fiorentino: una situazione rituale e l’invocazione ad Afrodite), 16 (la Priamel sull’amore), 31 (la cosiddetta “ode della gelosia”), 48, 55, 57 (il rimprovero ad Andromeda), 94 (unguenti, profumi e letti),  98 (l’acconciatura dei capelli e la mitra di Sardi), 104-105 Voigt.


Alceo di Mitilene (ca. 630-570 a.C.)

Un poeta dall’appassionata vocazione politica, scandita dalla lotta contro Melancro, Mirsilo (fr. 332 Voigt) e Pittaco (frr. 129, 348 Voigt). Tale vocazione si inquadra all’interno di un’eteria aristocratica, con la quale il poeta si identifica da molti punti di vista.
All’interno della produzione alcaica emergono in particolare alcuni gruppi di canti:

  • gli inni (tra cui il celebre inno ad Apollo)
  • i canti di lotta politica (στασιωτικά), all’interno dei quali spiccano i carmi allegorici con la celebre immagine della nave (frr. 6, 73, 208a, 249, 306i Voigt). In alcuni di questi canti l’attacco contro l’avversario politico presenta i tratti dell’invettiva personale.
  • i numerosi carmi di ispirazione simposiale, talvolta chiaramente metasimposiali (con riferimento a un simposio ‘deviante’ o a un vero e proprio antisimposio). Ben presente anche la tematica erotica.

Letture consigliate

frr. 6 (l’allegoria della nave), 38a, 73, 129, 130b, 140 (la sala d’armi), 208a Voigt.