10. I complementi (I)

Complementi di luogo e di tempo

  • Complemento di stato in luogo: ἐν + dativo / ἐπί + genitivo
  • Complemento di moto a luogo: εἰς / πρός / ἐπί + accusativo
  • Complemento di moto da luogo: ἐκ / ἀπό + genitivo
  • Complemento di moto per luogo: διά + genitivo
  • Complemento di tempo determinato: genitivo / dativo / ἐν + dativo / μετά + accusativo (“dopo”) / πρό (“prima di”) + genitivo / πρός, εἰς, περί + accusativo (“verso”) / ἅμα + dativo (“insieme a”, “sul far di”)
  • Complemento di tempo continuato: accusativo / διά + genitivo
  • Complemento di causa: διά + accusativo / ὑπό + genitivo / dativo / genitivo + ἕνεκα (valore finale)
  • Complemento di agente: ὑπό + genitivo / dativo (soprattutto causa efficiente)
  • Complemento di provenienza: παρά + genitivo

Lessico: il verbo ἔχω

Il verbo ἔχω può avere diversi significati. Se regge un complemento oggetto significa principalmente “avere”, “possedere”, ma con la possibilità di varie sfumature.

φυλακὰς ἔχον facevano la guardia (Il. 9.1)

οὐρανόν
ἔχειν abitare il cielo (cf. Il. 21.267)

ἔχεις Ἑλένην
 hai in sposa Elena (Od. 4.569)

οὐδὲ Ποσειδάωνα γέλως ἔχε il riso non prese Posidone (Od. 8.344)

Se è seguito da un infinito significa “potere”, “essere in grado”.

οὐκ ἔχω προσεικάσαι non sono in grado di trovare confronti (Aesch. Ag. 163)

Se è invece intransitivo e accompagnato da avverbio equivale a “essere, stare, trovarsi”.

εὖ ἔχει sta bene (Od. 24.245)

καλῶς/κακῶς ἔχει sta bene/male

οὕτως ἐχόντων stando così le cose (Xen. Anab. 3.2.10)
(cf. lat. cum res ita se habeant)