18. Il presente (III): il participio

Il presente participio attivo

Il participio presente attivo della coniugazione tematica si forma aggiungendo al tema verbale il suffisso -ντ-. Poiché la vocale tematica è -ο-, il participio risulta declinato come un aggettivo della seconda classe in -οντ-.

Il participio presente attivo dei verbi contratti generalizza gli esiti -ω- (verbi in -άω: τιμῶν, τιμῶσα, τιμῶν) e -ου- nella flessione (verbi in -έω: φιλῶν, φιλοῦσα, φιλοῦν; verbi in -όω: δηλῶν, δηλοῦσα, δηλοῦν).

Il participio pres. di εἰμί coincide con la flessione della terminazione -οντ- (ὤν, οὖσα, ὄν).

Il presente participio attivo tematico

γραφ-οντ- γραφουσᾰ- γραφ-οντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N γράφ-ων γράφ-ουσ-ᾰ γράφ-ον
G γράφ-οντ-ος γραφ-ούσ-ης γράφ-οντ-ος
D γράφ-οντ-ι γραφ-ούσ-ῃ γράφ-οντ-ι
A γράφ-οντ-α γράφ-ουσ-ᾰν γράφ-ον
V γράφ-ων γράφ-ουσ-ᾰ γράφ-ον
γραφ-οντ- γραφουσᾰ- γραφ-οντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N γράφ-οντ-ες γράφ-ουσ-αι γράφ-οντ-α
G γραφ-όντ-ων γραφ-ουσ-ῶν γραφ-όντ-ων
D γράφ-ουσι(ν) γραφ-ούσ-αις γράφ-ουσι(ν)
A γράφ-οντ-ας γραφ-ούσ-ας γράφ-οντ-α
V γράφ-οντ-ες γράφ-ουσ-αι γράφ-οντ-α
Duale Maschile Femminile Neutro
NA γράφ-οντ-ε γραφ-ούσ-α γράφ-οντ-ε
GD γραφ-όντ-οιν γραφ-ούσ-αιν γραφ-όντ-οιν

Il presente participio attivo atematico

δεικνυ-ντ- δεικνυσᾰ- δεικνυ-ντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N δεικνύ-ς δεικνῦ-σ-ᾰ δεικνύ-ν
G δεικνύ-ντ-ος δεικνύ-σ-ης δεικνύ-ντ-ος
D δεικνύ-ντ-ι δεικνύ-σ-ῃ δεικνύ-ντ-ι
A δεικνύ-ντ-α δεικνῦ-σ-ᾰν δεικνύ-ν
V δεικνύ-ς δεικνῦ-σ-ᾰ δεικνύ-ν
δεικνυ-ντ- δεικνυσᾰ- δεικνυ-ντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N δεικνύ-ντ-ες δεικνῦ-σ-αι δεικνύ-ντ-α
G δεικνύ-ντ-ων δεικνυ-σ-ῶν δεικνύ-ντ-ων
D δεικνῦσι(ν) δεικνύ-σ-αις δεικνῦσι(ν)
A δεικνύ-ντ-ας δεικνύ-σ-ας δεικνύ-ντ-α
V δεικνύ-ντ-ες δεικνῦ-σ-αι δεικνύ-ντ-α
Duale Maschile Femminile Neutro
NA δεικνύ-ντ-ε δεικνύ-σ-α δεικνύ-ντ-ε
GD δεικνύ-ντ-οιν δεικνύ-σ-αιν δεικνύ-ντ-οιν

Il presente participio del verbo εἰμί

ντ- οὐσᾰ- ντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N ν οὖσ-ᾰ ν
G ὄντ-ος οὔσ-ης ὄντ-ος
D ὄντ-ι οὔσ-ῃ ὄντ-ι
A ὄντ-α οὖσ-ᾰν ν
V ν οὖσ-ᾰ ν
ντ- οὐσᾰ- ντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N ὄντ-ες οὖσ-αι ὄντ-α
G ὄντ-ων οὐσ-ῶν ὄντ-ων
D οὖσι(ν) οὔσ-αις οὖσι(ν)
A ὄντ-ας οὔσ-ας ὄντ-α
V ὄντ-ες οὖσ-αι ὄντ-α
Duale Maschile Femminile Neutro
NA ὄντ-ε οὔσ-α ὄντ-ε
GD ὄντ-οιν οὔσ-αιν ὄντ-οιν

Note

  • Nei composti di εἰμί l’accento rimane sempre sul verbo e non cade mai sul preverbio: ὤν / παρ-ών, ὄντος / παρόντος.

Il presente participio attivo tematico dei verbi contratti

Il presente participio attivo dei verbi contratti in -άω

τιμα-οντ- τιμα-ουσᾰ- τιμα-οντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N τιμν τιμσα τιμν
G τιμντος τιμώσης τιμντος
D τιμντι τιμώσῃ τιμντι
A τιμντα τιμσαν τιμν
V τιμν τιμσα τιμν
τιμα-οντ- τιμα-ουσᾰ- τιμα-οντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N τιμντες τιμσαι τιμντα
G τιμώντων τιμωσῶν τιμώντ-ων
D τιμσι(ν) τιμώσαις τιμσι(ν)
A τιμντας τιμώσας τιμντα
V τιμντες τιμσαι τιμντα
Duale Maschile Femminile Neutro
NA τιμντε τιμώσα τιμντε
GD τιμώντοιν τιμώσαιν τιμώντοιν

Il presente participio attivo dei verbi contratti in -έω

φιλε-οντ- φιλε-ουσᾰ- φιλε-οντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N φιλν φιλοῦσα φιλοῦν
G φιλοῦντος φιλούσης φιλοῦντος
D φιλοῦντι φιλούσῃ φιλοῦντι
A φιλοῦντα φιλοῦσαν φιλοῦν
V φιλν φιλοῦσα φιλοῦν
φιλε-οντ- φιλε-ουσᾰ- φιλε-οντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N φιλοῦντες φιλοῦσαι φιλοῦντα
G φιλούντων φιλουσῶν φιλούντων
D φιλοῦσι(ν) φιλούσαις φιλοῦσι(ν)
A φιλοῦντας φιλούσας φιλοῦντα
V φιλοῦντες φιλοῦσαι φιλοῦντα
Duale Maschile Femminile Neutro
NA φιλοῦντε φιλούσα φιλοῦντε
GD φιλούντοιν φιλούσαιν φιλούντοιν

Il presente participio attivo dei verbi contratti in -όω

δηλο-οντ- δηλο-ουσᾰ- δηλο-οντ-
Singolare Maschile Femminile Neutro
N δηλν δηλοῦσα δηλοῦν
G δηλοῦντος δηλούσης δηλοῦντος
D δηλοῦντι δηλούσῃ δηλοῦντι
A δηλοῦντα δηλοῦσαν δηλοῦν
V δηλν δηλοῦσα δηλοῦν
φιλε-οντ- φιλε-ουσᾰ- φιλε-οντ-
Plurale Maschile Femminile Neutro
N δηλοῦντες δηλοῦσαι δηλοῦντα
G δηλούντων δηλουσῶν δηλούντων
D δηλοῦσι(ν) δηλούσαις δηλοῦσι(ν)
A δηλοῦντας δηλούσας δηλοῦντα
V δηλοῦντες δηλοῦσαι δηλοῦντα
Duale Maschile Femminile Neutro
NA δηλοῦντε δηλούσα δηλοῦντε
GD δηλούντοιν δηλούσαιν δηλούντοιν

Il presente participio medio-passivo

Il presente participio medio-passivo si forma con l’aggiunta al tema del verbo del suffisso aggettivale della prima classe -μενος, -μένη, -μενον.

γράφω > γραφόμενος, η, ον

τιμάω > τιμώμενος, η, ον

φιλέω > φιλ-ούμενος, η, ον

δηλόω > δηλ-ούμενος, η, ον

δείκνυμι > δεικνύμενος, η, ον 

Il suffisso -μενος, η, ον è etimologicamente affine al suffisso –mnus che in latino è impiegato per la formazione di sostantivi deverbativi di significato passivo (e.g. alumnus).


Le funzioni sintattiche del participio

Il participio può avere funzione nominale (e in questo caso è generalmente preceduto dall’articolo) oppure funzione verbale (quando non è preceduto da articolo).

A. Il participio nominale (generalmente preceduto da articolo) (neg. οὐ o μή)

A.1. Il participio attributivo o aggettivale: equivale ad un aggettivo e, come tale, è sempre riferito e concordato ad un sostantivo. Può essere tradotto con una proposizione relativa, un participio o un aggettivo. Nella gran parte dei casi è preceduto da articolo ed è quindi impiegato in posizione attributiva:

παρὼν χρόνος il tempo presente
τὰ καθήκοντα πράγματα le circostanze attuali
οἱ παρεληλυθότες πόνοι i travagli passati

Più raramente, il participio attributivo potrà essere impiegato in posizione predicativa (e non sarà perciò preceduto dall’articolo) quando assume la funzione di nome del predicato in dipendenza dal verbo “essere” o dai verbi copulativi:

καὶ γὰρ χορὸς ἐξ ἀνθρώπων συγκείμενός ἐστιν (Xen. Oec. 8.3) un coro è costituito di uomini

A.2. Il participio sostantivato: equivale a un sostantivo vero e proprio, e perciò è sintatticamente autonomo. Può essere tradotto con una proposizione relativa, un participio sostantivato o un sostantivo. Se vi sono ulteriori espansioni sintattiche, esse si collocano normalmente fra articolo e participio.

μαχόμενος chi combatte, colui che combatte, il combattente, il soldato
τὰ προσήκοντα le cose che convengono, ciò che è conveniente
οἱ προσήκοντες i parenti
οἱ ζῶντες i vivi
τὸ μέλλον il futuro
οἱ ἄρχοντες coloro che comandano, i governanti
οἱ ἀρχόμενοι coloro che sono comandati, i sudditi
δόλος ἦν ὁ φράσας, ἔρος ὁ κτείνας (Soph. El. 197) l’inganno fu colui che tramò, l’amore colui che uccise

Se il participio sostantivato non è preceduto da articolo assume valore generico e indeterminato.

πρὸς τὰς μεγίστας δ’ οὖν καὶ ἐλαχίστας ναῦς τὸ μέσον σκοποῦντι οὐ πολλοὶ φαίνονται ἐλθόντες (Thuc. 1.10.5), considerando la media (lett. “per uno che consideri”) delle navi più grandi e delle navi più piccolo è chiaro che non sono andati in gran numero

B. Il participio verbale (non preceduto da articolo) (neg. οὐ o μή)

B.1. Il participio circostanziale

B.1.1. Il participio congiunto (o appositivo): si riferisce sempre a un termine contenuto nella reggente con il quale concorda. Questo participio rappresenta una subordinata implicita di tipo circostanziale/avverbiale. Il suo valore può essere causale (in questo caso può essere preceduto da ἅτε, οἷον, οἷα, ad esprimere una causa oggettiva, oppure ὡς, a esprimere una causa soggettiva), temporale, concessivo (in questo caso può essere preceduto da καί o καίπερ, “benché”, “nonostante”), ipotetico, finale (in genere si tratta del participio futuro, in dipendenza da un verbo di moto e preceduto da ὡς), modale-strumentale, comparativo-ipotetico (accompagnato da ὡς oppure ὥσπερ).

Il participio congiunto può essere reso in italiano in forma implicita dal gerundio, ma quasi soltanto nel caso in cui l’azione verbale sia compiuta dallo stesso soggetto della reggente, ovvero quando in greco il participio è al nominativo (o all’accusativo in riferimento al soggetto di un’infinitiva).

ἄδικα πράττων ἄδικα πάσχεις compiendo/se compi/quando compi/poiché compi ingiustizie, subisci ingiustizie

Il participio modale-strumentale presenta alcuni casi particolari.

(A) Il participio presente dei verbi φέρω, ἔχω e ἄγω, insieme al participio aoristo del verbo λαμβάνω (λαβών), quando regge un oggetto diretto equivale in sostanza  a un complemento di unione e può essere tradotto con la preposizione “con”.

(B) I participi ἀρχόμενος, τελευτῶν, συνελών possono essere spesso tradotti con locuzioni avverbiali, rispettivamente “all’inizio”, “alla fine” e “in breve”.

Nelle infinitive si trova di frequente un participio in acc. sing. masch. congiunto a un soggetto indeterminato e sottinteso (τινα).

γελοῖον δή μοι φαίνεται τοῦτο ἔτι ἀγνοοῦντα τὰ ἀλλότρια σκοπεῖν, mi sembra ridicolo che uno, pur ignorando ciò, indaghi cose che gli sono estranee (Plat. Phaedr. 229e).

δεῖ οὖν πρῶτον ψυχῆς φύσεως πέρι θείας τε καὶ ἀνθρωπίνης ἰδόντα πάθη τε καὶ ἔργα τἀληθὲς νοῆσαι, bisogna dunque, innanzi tutto, intendere la verità sulla natura dell’anima divina e umana, osservandone affezioni e operazioni (Plat. Phaedr. 245c).

B.2. Il participio assoluto

B.2.1. Il genitivo assoluto: il genitivo assoluto è un costrutto sintatticamente indipendente dalla proposizione da cui dipende; non è introdotto da congiunzioni e gli elementi che lo compongono in genere non hanno alcun legame con il resto del periodo. Esso è costituito da due elementi, entrambi in genitivo, un elemento nominale che funge da soggetto e un participio che funge da predicato. In termini simili (ma non del tutto identici) al participio congiunto, il genitivo assoluto ha la funzione di una proposizione secondaria circostanziale: causale (preceduto da ἅτε/ὡς), temporale, concessivo (preceduto da καί o καίπερ), ipotetico, comparativo-ipotetico (accompagnato da ὡς oppure ὥσπερ); rispetto al participio congiunto il genitivo assoluto non ha valore finale né modale-strumentale).

Se il participio è di diatesi passiva il genitivo assoluto può essere tradotto con un inciso con il participio passato (sul genitivo assoluto ‘irrazionale’ vd. Page ad Eur. Med. 910).

πλέοντος δὲ ἀπὸ Τροίας Ἡρακλέους Ἥρα χαλεποὺς πέμπει χειμῶνας mentre Eracle naviga di ritorno da Troia Era invia feroci tempeste

Il genitivo assoluto può talvolta comparire senza un vero soggetto poiché generico e/o facilmente deducibile dal contesto.

B.2.2. L’accusativo assoluto: si tratta di una struttura autonoma e di uso più limitato, formata da un participio neutro in accusativo senza soggetto (di valore soprattutto concessivo, ma anche causale (preceduto da ὡς), temporale, e ipotetico):

ἐξόν, essendo possibile, essendo concesso
παρόν, essendo possibile
δέον, essendo necessario, dovendosi
προσῆκον, essendo conveniente
παρέχον, essendo possibile, offrendosi l’opportunità
τυχόν, accadendo
δόξαν δεδογμένον, essendo (stato) deciso
προσταχθέν, essendo stato comandato
εἰρημένον, essendo stato detto
αἰσχρόν/δίκαιον ὄν, essendo vergognoso/giusto

B.2.3. Il costrutto ab urbe condita: si tratta del costrutto dato da un sostantivo (parte di un qualsiasi sintagma) a cui è riferito un participio medio-passivo. Il significato di questo insieme sostantivo + participio tende a essere diverso dalla pura interpretazione letterale. In genere, l’insieme equivale al sostantivo astratto derivato dal valore base del verbo + genitivo di specificazione.

ἐκ δὲ ἀμφοτέρων μεμειγμένων ἀδημονεῖ (Plat. Phaedr. 251d), soffre aspramente per l’effetto di entrambi i fattori (lett. “per entrambe le cose mescolate”)
ἐν τοῖς πρῶτοι δὲ Ἀθηναῖοι τόν τε σίδηρον κατέθεντο καὶ ἀνειμένῃ τῇ διαίτῃ ἐς τὸ τρυφερώτερον μετέστησαν (Thuc. 1.6.3), gli Ateniesi furono i primi ad abbandonare le armi e a darsi a maggiori agi, con la distensione dello stile di vita (lett. “con lo stile di vita disteso”)
πρηΰνειν χαλ[ε]πὴν Μαῖραν ἀνερχομένην (Call. fr. 75.35 Pf.), placare il sorgere di Mera opprimente

B.3. Il participio predicativo o complementare completa il significato del verbo reggente associando una particolare azione verbale al soggetto o all’oggetto, secondo una distinzione che permette di parlare di participio predicativo del soggetto e di participio predicativo dell’oggetto. In italiano questo tipo di participio corrisponde a una proposizione sostantiva, che può essere resa da una dichiarativa oppure da un infinito.

Il participio predicativo del soggetto è retto da:

  • verbi che indicano un modo di essere, uno stato d’animo, un cambiamento di stato (verba affectuum) [αἰσχύνομαι, ἄχθομαι, ἥδομαι, μεταμέλομαι, χαίρω, χαλεπῶς φέρω]:

αἰσχύνομαι ὑβρίζων mi vergogno di essere violento

εἰρωτᾶν εἰ οὔ τι ἐπαισχύνεται τοῖσι μαντηίοισι ἐπάρας Κροῖσον στρατεύεσθαι ἐπὶ Πέρσας (Hdt. 1.90.4), . . . chiedere se non si vergognasse di aver incitato con i suoi oracoli Creso a marciare contro i Persiani

  • verbi che indicano inizio, continuazione e fine dell’azione (ἄρχομαι, διατελέω, κάμνω, καρτερέω, καταβαίνω, παύω, παύομαι, λήγω):

οὐ παύσω ἐπαινῶν non smetterò di lodare
ἐπειρᾶτο προσβαίνων (Hdt. 1.84) provò a salire

  • verba declarandi o verbi di percezione, se il loro soggetto è lo stesso del participio (ἀγγέλλομαι, βλέπομαι, οἶδα):

ἀγγέλλομαι ἐρχόμενος si annuncia che sto arrivando (lett. “sono annunciato arrivare)
βλέπομαι ἔνδον ὤν si vede che sono all’interno (lett. “sono visto essere”)

In quest’ultimo caso il greco impiega spesso una costruzione personale del verbo principale, laddove l’italiano preferisce la costruzione impersonale.

Il participio predicativo dell’oggetto è retto da:

  • verba declarandi o verbi di percezione attivi (ἀγγέλλω, ὁράω, θεωρέω, βλέπω, ἀκούω, πυνθάνομαι, ἀισθάνομαι, γιγνώσκω):

ὁρῶ σε κρύπτοντα χεῖρα ti vedo nascondere la mano – vedo che nascondi la mano (pred. dell’ogg.)
ἤκουον δέ ποτε αὐτοῦ καὶ περὶ φίλων διαλεγομένου (Xen. Mem. 2.4.1) lo sentii una volta discutere anche sugli amici  (pred. dell’oggetto indiretto)
ἤκουσε Κῦρον ἐν Κιλικίᾳ ὄντα (Xen. Anab. 1.4.5) seppe che Ciro era in Cilicia
ἢν μὴ περιίδητε διαδράντας αὐτούς (Hdt. 8.75) se non permettete che essi fuggano
ἢν ὦν σὺ τούτους περιίδῃς διαρπάσαντας καὶ κατασχόντας χρήματα μεγάλα (Hdt. 1.89.2) se permetterai che costoro saccheggino e si impossessino di grandi ricchezze

φθονέει γὰρ τοῖσι ἀρίστοισι περιεοῦσί τε καὶ ζώουσι (Hdt. 3.80), ha invidia del fatto che i migliori restino e siano in vita.

Tra i verbi che possono reggere il participio predicativo sia del soggetto sia dell’oggetto rientra δηλόω, “rendere chiaro”.


Esercizio 18.1 

Analizza le seguenti forme:

φεύγων     ἀπόντος     ψέγοντες     στεῖβον     ὤν     οἰκτίροντι     ἐπόντα     κολαζουσῶν     τίκτουσαν     ὄντα     μανθάνουσιν     ἄγοντα     γιγνώσκοντος     λειπούσῃ     παροῦσα


Esercizio 18.2 

Traduci i seguenti participi sostantivati cercando, per quanto possibile, di ricorrere a sostantivi italiani:

τοὺς γράφοντας     οἱ φεύγοντες     ὁ διώκων      τοῖς ἄρχουσι     τὰ μέλλοντα     τὸ προσῆκον     ἐν τῷ παρόντι      τῇ ᾀδούσῃ     τοῦ νικῶντος     τὴν τρέφουσαν     τῷ ἁμαρτάνοντι     οἱ ἡττώμενοι     τοὺς ἀρχομένους


Esercizio 18.3 

Traduci:

  1. Κύων (“cagna”, nom. sing.) σπεύδουσα τυφλὰ τίκτει.
  2. Αἱ τέττιγες τῇ χαριέσσῃ φωνῇ τέρπουσι τοὺς ὁδοιπόρους ἐκ τῆς ὁδοῦ ἀναπαυομένους.
  3. Ταῦτα (“queste cose”, nom./acc. n. plur.) μὲν φέρειν ἀνάγκη καίπερ δύσφορα ὄντα.
  4. Οἱ ὁπλῖται ἐπορεύοντο ἐν δεξιᾷ ἔχοντες τὸν ἥλιον.
  5. Τροφὸς γεραιά, κομίζουσα Φαίδραν ἔξω θυρῶν, βούλεται μανθάνειν τὴν τῆς δεσποίνης νόσον.
  6. Ὁ μὲν λόγος θαυμαστός, ὁ δὲ λέγων ἄπιστος.
  7. Θνητοὺς ὄντας θνητὰ καὶ φρονεῖν χρή.

La formazione degli avverbi di modo 

Gli avverbi di modo si formano dal tema dell’aggettivo corrispondente con l’aggiunta del suffisso -ως. Per gli aggettivi della seconda classe, il tema generalmente impiegato è quello che risulta dal genitivo maschile singolare. Il vocabolario elenca gli avverbi sotto gli aggettivi corrispondenti. Si deve inoltre tenere presente che il neutro (caso diretto), sia singolare sia plurale, può anch’esso rappresentare un avverbio.

σοφός saggio
σοφῶς saggiamente
δίκαιος giusto
δικαίως giustamente
πᾶς, πᾶσα, πᾶν tutto (gen. m. s. παντ-ός)
πάντως completamente
ἡδύς, ἡδεῖα, ἡδύ dolce (gen. m. s. ἡδέ-ος)
ἡδέως dolcemente