20. L’apofonia

Il greco, come altre lingue indoeuropee, varia la quantità o il colore vocalico all’interno di alcune radici per la formazione di sostantivi e di temi verbali (cf. l’inglese drink / drank / drunk).

Quando varia solo la quantità si distingue tra grado breve (es. ἔθος, “abitudine”) e grado lungo (ἦθος, “carattere”). Quando varia la qualità o il colore della vocale si distingue tra grado E o grado normale (es. στέλλω, “io invio”), grado O o grado forte (ἡ στολή, “la spedizione”) e infine grado zero, caratterizzato dall’assenza di vocale o dalla presenza di un alpha di appoggio per rendere possibile la pronuncia (ἔσταλμαι, “venni inviato”, perfetto indic. m.-p.).

Nel greco l’apofonia contribuisce alla versatilità lessicale di radici composte da due o tre consonanti e un elemento vocalico.

 

[τρxφ-] τρέφω nutro (pres.)

τροφός nutrice

τράφην crebbi (aor. p.)
xκ-] τεκον generai (aor.) τοκεύς genitore τίκτω genero (pres.)
(<*τίτκω)
xρθ-] πέρθω saccheggio (pres.) πτολίπορθος saccheggiatore di città πραθον distrussi (aor.)
[ἀγxρ-] ἀγείρω (< *ἀγερ-jω) raduno (pres.) ἀγορά piazza ἀγρόμενος radunando (aor. part.)
[(ϝ)xικ-] (ϝ)εἶκε era opportuno (ϝ)ἔ(ϝ)οικε è opportuno (pf.) (ϝ)ἐ(ϝ)ΐκτην erano simili (ppf. duale)
[(ϝ)xιδ-] (ϝ)εἴδομαι appaio (pres.) (ϝ)οἶδα so (pf.) (ϝ)δμεν sappiamo (pf.)
xιπ-] λείπω lascio (pres.) λέλοιπα ho lasciato (pf.) λιπον lasciai (aor.)
xρκ-] δέρκομαι vedo (pres.) δέδορκα ho visto (pf.) δρακον (<*dṛk-) vidi (aor.)
δράκων serpente, drago
xρ-] μείρομαι (<*smerj-) ricevo in sorte μορα (<*morja) parte, sorte εἵμαρται (<*sesmṛ-) è stabilito dalla sorte (pf.)
xνθ-] πένθος lutto πέπονθα ho sofferto (pf.) παθον (<*pṇth-) soffrii (aor.)
xν-] μένος vigore μέμονα sono impaziente (pf.) μεμαώς, μέμαμεν (<*memṇ-) infuriamo (pf.)
[γhwxν-] θείνω (<*then-jo) colpisco (pres.) φόνος assassinio ἔπεφνον, πέφαται (<*pephṇ-) è ucciso (pf.)

L’apofonia ha un ruolo ben definito nella flessione di alcuni tipi di sostantivi della terza declinazione. Alcune radici verbali, inoltre, nella coniugazione mostrano diversi gradi apofonici nella formazione dei temi temporali, cioè dei temi impiegati nei tempi diversi dal presente.