38. L’aoristo passivo debole

L’aoristo e il futuro passivi

L’aoristo e il futuro sono gli unici tempi nel sistema verbale greco per i quali è prevista una coniugazione distinta per la voce passiva. La coniugazione del futuro passivo è formata a partire dal tema dell’aoristo passivo. Converrà perciò partire dalla coniugazione di questo tempo, che si caratterizza per l’impiego del suffisso temporale -θη- (forma debole) oppure -η- (forma forte). La forma debole e la forma forte presentano le stesse desinenze, di tipo attivo e unite direttamente al tema verbale; a variare, oltre al suffisso temporale, è il vocalismo del tema verbale.


L’aoristo passivo debole

L’aoristo passivo debole (suffisso -θη-) è tipico di tutti i temi in vocale e in dittongo, di tutti i temi in dentale, di molti temi in labiale e gutturale, di alcuni temi in liquida e nasale.

La formazione dell’aoristo passivo debole
Tema verbale
TV

suffisso modale
-θη-

desinenze

Nell’unione fra il tema temporale e il suffisso -θη- possono presentarsi alcuni fenomeni fonetici peculiari.

I temi in vocale normalmente allungano la vocale finale del tema:

τιμάω (τιμα-) ἐ-τιμή-θη-ν (vocale)

Vi sono tuttavia alcune eccezioni, che solo in parte coincidono con le eccezioni all’allungamento già viste per il futuro e per l’aoristo I:

αἰνέω (αἰνε-) ᾐνέ-θη-ν (vocale)
ἀρόω (ἀρο-) ἠρό-θη-ν (vocale)
λύω (λυ-) ἐ-λύ-θη-ν (ῠ) (vocale)
θύω (θυ-) ἐ-τύ-θη-ν (ῠ) (vocale)
αἱρέω (αἱρε-) ᾑρέ-θη-ν (vocale)

Note

  • Per la legge di Grassmann il tema temporale di θύω all’aoristo passivo diviene τυ-.

I quattro verbi atematici  δίδωμι, τίθημι, ἵημι e ἵστημι all’aoristo passivo usano il grado breve.

δίδωμι (δο-/δω-) ἐ-δό-θη-ν (vocale)
τίθημι (θε-/θη-) ἐ-τέ-θην (vocale)
ἵημι (ἑ-/ἡ-) εἵ-θη-ν (vocale)
ἵστημι (στα-/στη-) ἐ-στά-θην (vocale)

Note

  • Per la legge di Grassmann il tema verbale di τίθημι passa da θε a τε (come nel caso di θύω).

Un verbo impiega il grado ridotto:

χέω (χεϝ-/χευ-/χυ-) ἐ-χύ-θην (vocale)

Un buon numero di verbi in vocale presentano sibilante prima del suffisso -θη-. In molti casi si tratta del ripristino di un’antica sibilante caduta in posizione intervocalica.

αἰδέομαι (αἰδε(σ)-) ᾐδέσ-θην (vocale/sibilante)
ἀκούω (ἀκου(σ)-) ἠκούσ-θην (vocale/sibilante)
γελάω (γελα<(σ)-) ἐ-γελά-σθην (vocale/sibilante)
κεράννυμι (κερα(σ)-) ἐ-κρά-θην [ᾱ]
ἐ-κεράσ-θην
(vocale/sibilante)
κορέννυμι (κορε(σ)- ἐ-κορέσ-θην (vocale/sibilante)
σβέννυμι (σβε(σ)-) ἐ-σβέσ-θην (vocale/sibilante)
σπάω (σπα(σ)-) ἐ-σπάσ-θην (vocale/sibilante)
τελέω (τελε(σ)-) ἐ-τελέσ-θην (vocale/sibilante)
γιγνώσκω (γνω-) ἐ-γνώσ-θην (vocale/sibilante)
κελεύω (κελευ-) ἐ-κελεύσ-θην (vocale/sibilante)
μιμνήσκω (μνη-) ἐ-μνήσ-θην (vocale/sibilante)
πίμπλημι (πλη-) ἐ-πλήσ-θην (vocale/sibilante)
πίμπρημι (πρη-) ἐ-πρήσ-θην (vocale/sibilante)
χράω (χρα-) ἐ-χρήσ-θην (vocale/sibilante)

Entrambe le forme sono attestate per pochi verbi:

δύναμαι (δυνα-) ἐ-δυνή-θην
ἐ-δυνάσ-θην
(vocale, sibilante)
παύω (παυ-) ἐ-παύ(σ)-θην (vocale/sibilante)

I temi in -εϝ- e in -αϝ- vocalizzano il -ϝ- davanti al suffisso -θη- (spesso in presenza di sibilante):

πνέω (πνεϝ-/πνευ-) ἐ-πνεύσ-θην (sibilante)
πλέω (πλεϝ-/πλευ-) ἐ-πλεύ-θην (dittongo)
καίω (καϝ-/καυ-) ἐ-καύ-θην (dittongo/sibilante)
κλαίω (κλαϝ-/κλαυ-) ἐ-κλαύ-θην (dittongo/sibilante)

I temi in dittongo mantengono inalterato il dittongo.

I temi in consonante

I temi in labiale e in gutturale subiscono aspirazione (cioè assimilazione) della consonante davanti al suffisso -θη-:

λείπω (λειπ-/λοιπ-/λιπ-) ἐ-λείφ-θην (labiale)
δείκνυμι (δεικ-) ἐ-δείχ-θην (gutturale)
ἄγω (ἀγ-) χ-θην (gutturale)

Nei temi in dentale la dentale passa a -σ- (assibilazione) davanti al suffisso -θη-:

πείθω (πειθ-/ποιθ-/πιθ-) ἐ-πείσ-θη-ν (dentale)
βιάζω (βιαδ-) ἐ-βιάσ-θη-ν (dentale)
σπένδω (σπενδ-) ἐ-σπείσ-θη-ν (nasale + dentale)

Note

  • Nel caso di σπένδω, come si è già visto per il futuro e l’aoristo attivo, la caduta del gruppo -νδ- determina allungamento di compenso (-ε- > -ει-).

Nei temi in liquida e in nasale non vi sono variazioni:

ἀγείρω (ἀγερ-) ἠγέρ-θη-ν (liquida)
φαίνω (φαν-) ἐ-φάν-θη-ν (nasale)

Tre verbi in nasale, tuttavia, perdono la nasale davanti al suffisso -θη-:

κλίνω (κλιν-) ἐ-κλί-θη-ν (nasale)
κρίνω (κριν-) ἐ-κρί-θη-ν (nasale)
πλύνω (πλυν-) ἐ-πλύ-θη-ν (nasale)

In pochi casi alcuni verbi in consonante presentano forme a grado zero del tema ampliate in vocale:

βάλλω (βαλ-, βλη-) ἐ-βλή-θη-ν (vocale)
τέμνω (τεμ-/τομ-/ταμ-, τμ(η)-) ἐ-τμή-θη-ν (vocale)
καλέω (καλε-, κλη-) ἐ-κλή-θη-ν (vocale)

I temi in consonante apofonici

In caso di apofonia qualitativa (a tre gradi), i temi in occlusiva presentano il grado normale:

λείπω (λειπ-/λοιπ-/λιπ-) ἐ-λείφ-θη-ν (labiale)
πείθω (πειθ-/ποιθ-/πιθ-) ἐ-πείσ-θη-ν (dentale)
τρέπω (τρεπ-/τροπ-/τραπ-) ἐ-τρέφ-θη-ν (labiale)
στέργω (στεργ-, στοργ-) ἐ-στέρχ-θη-ν (gutturale)
φέρω (ἐνεκ-/ἐνοκ-/ἐγκ-) ἠνέχ-θη-ν (gutturale)

I temi in liquida e in nasale presentano spesso il grado zero/ridotto:

στέλλω (στελ-/[στολ-]/σταλ-) ἐ-στάλ-θη-ν (liquida)
τείνω (τεν-/[τον-]/τα-) ἐ-τά-θη-ν (nasale)

Se l’apofonia è quantitativa, viene utilizzato il grado allungato:

δάκνω (δηκ-/δακ-) ἐ-δήχ-θη-ν (gutturale)
λαμβάνω (ληβ-/λαβ-) ἐ-λήφ-θη-ν (labiale)
λαγχάνω (ληχ-/ λαχ-) ἐ-λήχ-θη-ν (gutturale)

I verbi politematici presentano per lo più aoristi passivi deboli:

αἱρέω (αἱρε-) ᾑρέθην (vocale)
ἐσθίω (ἐδ-) ἠδέσ-θην (labiale)
λέγω (λεγ-) ((ϝ)ἐρ-/(ϝ)ῥη-) ἐ-λέχ-θην
ἐρ-ρή-θην
(gutturale)
(vocale)
ὁράω (ὀπ-) ὤφ-θην (labiale)
φέρω (ἐνεκ-/ἐνοκ-/ἐγκ-) ἠνέχ-θη-ν (gutturale)

Si è visto che i verbi deponenti possono essere suddivisi in medi, se hanno aoristo e futuro medi, e in passivi, se hanno aoristo e futuro passivi. Alcuni di essi hanno entrambi gli aoristi con valore attivo (ad es. μέμφομαι, per il quale sia ἐμεμψάμην sia ἐμέμφθην significano “biasimai”). Altri, tuttavia, hanno una voce media di valore attivo e una voce passiva di valore passivo: è il caso di δέχομαι, il cui aoristo medio ἐδεξάμην mantiene il valore attivo (“ricevetti”), laddove l’aoristo passivo ἐδέχθην ha valore passivo (“fui ricevuto”).


La coniugazione dell’aoristo passivo debole

L’indicativo è caratterizzato dall’aumento e dalle desinenze secondarie. Il congiuntivo è caratterizzato dalle stesse terminazioni del congiuntivo presente tematico contratto (verbi in -έω). L’ottativo ha per lo più le stesse desinenze dell’ottativo presente dei verbi in vocale; il suffisso temporale si abbrevia per la legge di Osthoff. L’imperativo ha le stesse desinenze del presente imperativo tematico con l’unica eccezione della II pers. sing. (-τι).

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
Is.

ἐ-φιλή-θη-ν

φιλη-θῶ φιλη-θε-ίη-ν
IIs. ἐ-φιλή-θη-ς φιλη-θῇς φιλη-θε-ίη-ς φιλή-θη-τι
IIIs. ἐ-φιλή-θη φιλη-θῇ φιλη-θε-ίη φιλη-θή-τω
Ip. ἐ-φιλή-θη-μεν φιλη-θῶ-μεν φιλη-θε-ῖ-μεν
IIp. ἐ-φιλή-θη-τε φιλη-θῆ-τε φιλη-θε-ῖ-τε φιλή-θη-τε
IIIp. ἐ-φιλή-θη-σαν φιλη-θῶ-σι φιλη-θε-ῖ-εν φιλη-θέ-ντων
(φιλη-θή-τωσαν)
IId. ἐ-φιλή-θη-τον φιλη-θῆ-τον φιλη-θε-ῖ-τον φιλή-θη-τον
IIId. ἐ-φιλη-θή-την φιλη-θῆ-τον φιλη-θε-ί-την φιλη-θή-των
Infinito Participio
(tema φιλη-θέ-ντ-)
φιλη-θῆ-ναι φιλη-θείς, -θεῖσα, -θέ-ν
φιλη-θέ-ντος, -θεί-σης, -θέ-ντος

Note

  • All’imper. II p. s. la desinenza originaria era -θι, ma l’aspirata iniziale, per effetto della legge di Grassmann, si è trasformata nell’occlusiva sorda dentale τι.
  • All’imper. III p. p.  e in tutto il participio la vocale del suffisso -θη- si abbrevia davanti al gruppo -ντ- (-θέ-ντ-) per la legge di Osthoff.